Il 1994 è un anno di svolta per la politica italiana; il 27 marzo si tengono importanti elezioni politiche, le prime dal dopoguerra senza la Democrazia Cristiana, travolta assieme al Partito Socialista da Tangentopoli. Un punto di riferimento che viene a mancare nel cattolico Veneto e che coinvolge anche il Barbarigo: per capire la posta in gioco prima delle elezioni i rappresentanti degli studenti dei geometri organizzano una tavola rotonda ad uso soprattutto degli studenti maggiorenni, a cui partecipano Rosy Bindi, Milvia Boselli e Mariella Mazzetto, moderate dal noto sociologo dell’Università di Padova Sabino Acquaviva.
Le candidate sintetizzano i programmi dei rispettivi gruppi politici, in particolare rispetto al trattamento delle scuole non statali. Le elezioni poi vedranno l’affermazione di una coalizione guidata una compagine e da un leader completamente nuovi, destinati a influenzare per anni la vita politica italiana: Forza Italia e Silvio Berlusconi. Intanto il 24 dicembre 1993 con l’approvazione della legge 537 viene stabilito il principio dell’autonomia degli istituti scolastici, secondo il quale spetta a ogni scuola preparare un proprio progetto educativo che costituisca la “carta di identità” della proposta formativa dell’Istituto, e che venga steso periodicamente con la partecipazione di tutte le componenti della comunità scolastica.
A livello didattico, l’Istituto Tecnico Commerciale sperimenta lo stage aziendale come esperienza formativa. A informarcene è un articolo a firma della professoressa Maria Pia Vallo, giunta al Barbarigo l’anno prima: gli studenti interessati hanno svolto nei mesi estivi un’esperienza in azienda di durata variabile dalle due alle sei settimane, durante la quale si sono immersi full time nelle realtà produttive, commerciali, fiscali e operative cui erano in contatto, condividendo orari di lavoro, pause, mensa con i lavoratori, il tutto ovviamente seguiti da un tutor.
Nella parte dedicata alle commemorazioni dell’anno ci si sofferma sui docenti Alberto Marcomini e Aldo Simonato, scomparsi durante l’anno. Al secondo viene dedicato un curioso quanto accorato ritratto firmato dall’ex rettore Mario Mortin: il professore viene ricordato con la sua lunga sciarpa e la berretta perennemente calcata sul capo, oltre che per “la macchina coperta di ammaccature, segni di altrettanti interventi del suo Angelo Custode per attutire i colpi e renderli meno funesti”. Viene poi ospitato il ricordo di Marta Bragadin, alunna della Media morta tragicamente a 13 anni per incidente stradale: per onorare la sua memoria viene organizzata una raccolta fondi per l’Associazione italiana per la lotta alla leucemia e viene inoltre creato un premio per i giovani musicisti.
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