Un anno, un bollettino: 1993

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Un anno, un bollettino: 19932019-05-05T23:05:41+02:00

“L’anno scolastico 1992-93 resterà godibile nel ricordo”: è questo il bilancio tracciato dal rettore mons. Francesco Cesaro fin dall’inizio del suo articolo. Tra le cose da rimarcare è il gemellaggio con una scuola straniera, richiesto da due dagli studenti di Ragioneria: viene scelta la Romania, da poco liberata dalla dittatura comunista e che proprio in quegli anni si sta aprendo all’Occidente. Dieci studenti del Barbarigo, guidati dal prof. Fortin, passano 10 giorni a Bucarest, per poi restituire l’ospitalità a 11 rumeni. Viene così collaudato uno schema che ancora oggi viene messo in atto per gli scambi internazionali annuali.

In quell’anno ci lasciano due figure potremmo dire storiche del Barbarigo: il prof. Francesco Muggia, insegnante di Lettere dal 1925 al 1976, insignito del diploma di Benemerito della Scuola Cattolica e della Commenda di San Gregorio Magno, e mons. Giovanni Apolloni, insegnante dal 1928 al 1973, prima di religione e poi di matematica e fisica, eroe della Resistenza. Assieme ad altri infatti fondò la brigata partigiana “Silvio Trentin” e il 7 gennaio 1945 fu arrestato dalla famigerata “banda Carità” e rinchiuso a Palazzo Giusti, dove fu torturato. Medaglia d’oro al valor militare e medaglia per la Resistenza Con lui se ne va un testimone prezioso del contributo importante del Barbarigo alla lotta contro il nazifascismo.

Un’ultima nota rende edotti che nell’anno scolastico, oltre alle altre iniziative caritatevoli dell’Istituto, sono stati raccolti 50 milioni di lire come contributi per aiutare anche i ragazzi provenienti da famiglie non abbienti a frequentare il Barbarigo. I fondi raccolti permettono di istituire quattro borse di studio a copertura totale delle spese e 68 a copertura parziale. Un segno di solidarietà che consente all’Istituto di obbedire al decreto di fondazione dell’Istituto, che, scritto dal vescovo Luigi Pellizzo il 1° agosto 1919, alla lettera d stabilisce: “Saranno ammessi a frequentare il Collegio in via preferenziale, giovani meritevoli e capaci, di religione cattolica, le cui famiglie versino in disagiate condizioni economiche”.