Un anno, un bollettino: 1967

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Un anno, un bollettino: 19672019-04-13T16:46:05+02:00

Un anno apparentemente tranquillo, dove però si registra un cambiamento importante per il Barbarigo. Mons. Zannoni celebra il suo sessantesimo anno di sacerdozio e si prepara a lasciare la guida dell’Istituto. I messaggi di felicitazioni e di auguri giungono da tutta Italia: da molti anni infatti Zannoni è presidente regionale della Federazione Istituti dipendenti dall’autorità ecclesiastica, svolgendo anche in campo nazionale una preziosa opera di difesa dei diritti della “scuola libera” e di promozione di una pedagogia cristiana. Una foto lo ritrae mentre presiede un congresso della Fidae accanto al cardinale Pizzardo.

Intanto a inizio anno è arrivato mons. Mario Mortin, che ha già collaborato al Barbarigo e prima ancora per un biennio al Collegio Vescovile di Thiene: toccherà a lui a fine anno assumere la guida dell’Istituto, per tenerla fino al 1987.

Per il resto, il notiziario di non ha grandi notizie: ci sono i lunghi articoli iniziali, che di solito riportano un discorso del rettore sullo stato della scuola in Italia, le notizie sugli avvicendamenti dei sacerdoti e dei professori nella comunità del Barbarigo, delle nascite e delle morti, delle lauree e delle ordinazioni sacerdotali.

Poi lo sport: nel torneo di calcio dei trienni la finalissima vede l’una contro l’altra la II Liceo classico B contro la IV scientifico: “l’incontro – tiratissimo – si è risolto in favore della II Liceo B grazie ad una fortunosa autorete di D’Orlando (il De Gaulle bello)”. A livello interscolastico buone notizie da Sandro Basso, che surclassa gli avversari nella discesa controllata nelle gare provinciali di sci svoltesi a Cesuna, dal “Barbarigo-Basket”, classificatosi secondo tra gli istituti cittadini (superato nella finalissima dal Tito Livio per due punti), e dalla corsa campestre, dove gli allievi conquistano la coppa provinciale.

Qualche avvisaglia che qualcosa nell’aria sta cambiando arriva forse dalla musica. Nello spettacolo musicale organizzato dai ragazzi al teatro Antonianum le melodie romantiche sembrano lasciare spazio soprattutto al rock: davanti al rettore e ai genitori di esibiscono complessi dai nomi variopinti come i “Katram”, “Igor e los Barbarigos”, questi ultimi accompagnati come effetto scenico da uno scoppio di petardi, i “Wilds” e i “Puppys”.