Un anno, un bollettino: 1965

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Un anno, un bollettino: 19652019-04-13T16:43:37+02:00

Monsignor Zannoni, “il” rettore della ricostruzione, compie 20 anni alla guida del Barbarigo: sempre instancabile nella guida del suo Istituto e nella difesa delle ragioni della scuola cattolica. Per il resto l’anno sembra scorrere tranquillo, con qualche bella notizia.

Ci sono le vocazioni, ad esempio, come quella dei gesuiti Pino Piva e Umberto Pietrogrande. Quest’ultimo, fresco di laurea in giurisprudenza e della militanza come presidente della Giac (la Gioventù Italiana di Azione Cattolica), decide di lasciare una promettente carriera per dedicarsi agli altri. “Ma proprio gesuita!”, commenta scherzosamente un compagno che si firma Bastianello. Padre Pietrogrande, “Pieretto” per gli amici, è scomparso nel 2015 a 85 anni e ha trascorso il suo apostolato soprattutto in Brasile, dove fin dagli anni ’60 incontra le povere comunità locali nello stato dell’Espirito Santo, alle quali vuole offrire un’alternativa di sviluppo che ponga freno efficace al massiccio esodo verso le favelas delle grandi città.

Fonda così il Mepes (Movimento de educaçao promocional do Espirito Santo) che con le scuole-famiglia agricole e l’ospedale di Anchieta contribuisce alla formazione professionale dei giovani. Per sostenere queste realtà a Padova darà vita all’associazione Amici dello stato brasiliano dell’Espirito Santo – Centro di cooperazione comunitaria, attiva anche oggi nell’ambito della cooperazione internazionale con 11 progetti in America latina e Africa. Dopo più di 20 anni viene inviato dai suoi superiori in Piauì, nel Nordest del Brasile, dove il potere è in mano a grandi latifondisti spesso non abituati al rispetto dei diritti umani. Qui la carta vincente sarà rappresentata dal modulo degli “assentamentos”, villaggi di semplici costruzioni dove ciascuno lavora parte del terreno, dividendo poi gli utili con tutta la comunità. Un grande padovano insomma, anche se nella sua città è meno conosciuto di padre Ezechiele Ramin, altro missionario cresciuto al Barbarigo. Si stima che siano decine di migliaia le persone in Brasile che hanno beneficiato della sua operosità, tanto che alla notizia della sua morte il parlamento di Brasilia interrompe i lavori.