Il 1977 in tutta Italia è uno degli anni più duri della contestazione. E le conseguenze non mancano nemmeno al Barbarigo, che pure in quel periodo viene scelto da molte famiglie proprio perché percepito come “tranquillo” rispetto ad altri istituti, un posto dove i ragazzi possono studiare senza essere necessariamente coinvolti nella ridda interminabile di scioperi, occupazioni e manifestazioni che caratterizzano quel periodo “caldo”.
Anche al Barbarigo però alcune cose cambiano. Nel 1976 ad esempio si decide di interrompere la tradizione che vedeva nella ricorrenza dell’Immacolata, ogni 8 dicembre, la celebrazione della festa della scuola, in cui venivano assegnati i premi ai migliori studenti dell’anno e il Vescovo imponeva il cappello goliardico ai maturati. Sono varie le motivazioni di questa scelta, così giustificata da un affranto rettore mons. Mario Mortin nell’editoriale: dal declino della tradizione goliardica alla dismissione del convitto, fino al disaccordo crescente da parte di docenti e studenti. “Anche la premiazione dei più bravi, con i tempi che corrono, sembra in contrasto col contesto nuovo in cui opera la scuola, dove la premiazione può sembrare una discriminazione contro la quale si accanisce oggi la contestazione – scrive mons. Mortin –. Del resto nell’anno precedente qualcuno degli alunni premiati aveva rifiutato apertamente il segno di riconoscimento tributatogli, come offesa ai suoi compagni di scuola”.
Un altro segno dei tempi, decisamente più sinistro, sono le protezioni di ferro battuto per le artistiche finestre della facciata su via Rogati, disegnate dal prof. Alberto Verza e realizzate dal sig. Minozzi “contro la violenza dei tempi”.
Continua pure l’impegno a favore delle popolazioni colpite dal sisma del Friuli: gli alunni del Barbarigo rispondono generosamente all’invito di contribuire agli aiuti per i terremotati raccogliendo tre milioni di lire in denaro e un grosso contingente in vestiario, materassi e altro materiale di prima necessità. Col ricavato di altre iniziative, come una rappresentazione teatrale nel tempo del carnevale, riescono anche a mandare alla presidenza della Fidae del Friuli 300.000 lire per una borsa di studio triennale da assegnare a qualche studente che non potrebbe da solo far fronte alle spese per continuare la scuola. Infine l’Istituto dà anche ospitalità agli studenti terremotati: una foto ritrae Stefano Merol e Maurizio Tondolo, ospiti del liceo scientifico.
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