Quando si pensa a Roma dal punto di vista prettamente turistico a chiunque immediatamente salterebbero in mente le immagini della Roma classica e di quella papale. Talvolta noi italiani, però, ci dimentichiamo come l’Urbe non sia riducibile unicamente ai resti delle antiche fattezze imperiali o agli affreschi rinascimentali o barocchi che adornano le stanze vaticane, bensì sia anche la sede dei palazzi ove si decidono le sorti del nostro stato.
Inoltre, alla maggior parte della nazione è ignota la presenza e la funzione dell’edificio affianco il Quirinale, ossia il Palazzo della Consulta, luogo dove, ogni qualvolta che la costituzione richiede una revisione, quindici giudici, rappresentanti la Corte Costituzionale, insieme ad assistenti e avvocati dibattono cercando una soluzione sull’incostituzionalità di una legge o sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato, tra lo Stato e le Regioni o tra le Regioni stesse.
Ed è proprio questa la tappa principale del viaggio di istruzione scelto dal Barbarigo per le sue classi quarta e quinta Classico sotto la supervisione dei professori Giovanni Scorzon e Silvia Ballarin.

Una possibilità del tutto inusuale per un istituto liceale quella, non solo di visitare le aule del palazzo ubicato sulla pendice meridionale del Quirinale, ma anche di assistere ad un’udienza pubblica della Corte articolata in quattro procedimenti con le rispettive ordinanze. Infatti tale concessione solitamente è riservata a gruppi che masticano il linguaggio giuridico, da matricole di giurisprudenza ad avvocati neolaureati e neo magistrati, affinché si possa avere un’esperienza diretta di ciò che si è studiato e affrontato solo sui manuali.
Si potrebbe sentenziare che per degli studenti classici seguire un incontro condito da tecnicismi incomprensibili a coloro che sono catecumeni del diritto, sia infruttuoso, vano e sostanzialmente inutile.
Per fare fronte a tale ragione, l’Istituto ha procurato gli strumenti necessari ai suoi alunni per poter apprendere al meglio tutto ciò che concerne il funzionamento della Corte: alcuni esperti della materia giuridica hanno trasmesso le loro conoscenze alle giovani menti tramite diversi incontri tenuti nel teatro e nell’aula magna del Barbarigo, sia necessari per conoscere il ruolo di questo Organo di garanzia costituzionale, sia propedeutici ad una partecipazione consapevole per l’udienza stabilita il 10 marzo.

I primi ospiti sono stati la professoressa Giovanna Tieghi, che ha accompagnato le due classi per tutto il percorso, ed il professore Giuseppe Bergonzini, veri e propri sapienti del diritto costituzionale, che hanno donato il loro tempo a noi studenti aiutandoci a comprendere in primo luogo il concetto di costituzione, partendo da Aristotele e Cicerone, passando per la Magna Charta e arrivando con il diritto comparato al confronto tra il nostro organo di garanzia e la Supreme Court americana, modello per molte nazioni.
La seconda lezione, invece, è stata quella che ha svelato la composizione, le funzioni, le finalità della Corte e i modi per accedere ad essa, ovvero per via incidentale o indiretta (ossia grazie ad un dubbio insorto al giudice sull’incostituzionalità di una legge) e per via principale (tramite l’intervento di Stato o regioni). La spiegazione è stata snocciolata minuziosamente e chiaramente da un assistente di uno dei giudici della Corte, presente grazie all’invito della Tieghi.
L’apprendimento si è concluso e coronato con un illustre figura che è stato protagonista tra le mura della Consulta, il primo avvocato a sperimentare un’ordinanza in cui le domande dei giudici venivano rilevate solo al momento dell’udienza e non prima, il Professor Mario Bertolissi.
Il suo argomentare semplice e profondo ci ha mostrato come ci si debba continuamente informare e aggiornare in ogni ambito e come la preparazione, l’atteggiamento e il portamento siano fondamentali per vincere qualunque situazione difficile la vita ci ponga davanti.

Non rimaneva altro che aspettare il fatidico giorno.
Martedì 10 marzo, il terzo giorno della gita, dopo aver ammirato la Basilica di San Pietro e il Colosseo, i ragazzi, vestiti tutti in completo, intorno alle 9:00 hanno varcato le porte della Consulta, avendo prima conseguito la benedizione del Primo Cittadino della Repubblica, Sergio Mattarella, che uscendo dal Quirinale ha sfilato dinanzi alle classi su un van a vetri scuri seguito da diverse auto delle forze dell’ordine. Finiti i controlli, le guardie hanno scortato il Barbarigo all’aula adibita per la visione dell’udienza da parte di studenti e professori. Alle 9:40 i televisori collegati alla “Sala Gialla” (dove hanno luogo le ordinanze) mostravano l’entrata dei giudici, che disposti a ferro di cavallo, hanno dato il via ad una mattinata che sarebbe stata poi condita da eloquenti e mirati botta e risposta. I casi avevano come oggetto una dichiarazione di dissesto a Castrovillari, Calabria; le assegnazioni di alloggi riguardanti il Friuli-Venezia Giulia; disposizioni in materia di tutela dei lavoratori nei contratti pubblici di appalto riguardo la Toscana; infine il deflusso ecologico dei corsi d’acqua nel Piemonte. L’inesperienza e le pronosticate difficoltà degli studenti nel cogliere il contenuto delle argomentazioni pronunciate sono stati risolti grazie all’aiuto della professoressa Tieghi che ha chiosato ogni passaggio durante le quasi due ore e venti di udienza. Ma la fortuna del Barbarigo non si è limitata ad ascoltare i difensori della costituzione da uno schermo. Il vicepresidente della Corte dr. Francesco Viganò ha concesso parte del suo tempo per discutere con gli studenti. La sua dimestichezza con i giovani e la sua genuina simpatia hanno stimolato i liceali a porre le più svariate domande al giudice, che con il sorriso ha illustrato le responsabilità, i nodi, i piaceri rilevati dal suo mestiere, un compito che deve essere svolto, secondo lui, con un’inesauribile immaginazione, obbligatoria per scovare le ambiguità e le contraddizioni del diritto. Terminati i saluti, arricchiti grazie ad un regalo a Viganò, le classi sono state condotte presso l’enciclopedica biblioteca della Corte contenente più di 150’000 manuali, tra cui anche ataviche copie originali di diritto romano in latino, consultabili da assistenti e giudici in ogni momento. Con quest’ultima visita l’esperienza si è definitivamente esaurita concedendo alla nostra scolaresca di ristorare i propri stomaci con le prelibatezze preparate dalle cucine romane.

Pur non essendo tutti indirizzati all’iscrizione a Giurisprudenza come facoltà universitaria, il privilegio fornito alle classi, oltre all’emozione dell’evento, ha avuto un valore pedagogico ed educativo.
Grazie alla Prof.ssa Tieghi e al Prof. Bertolissi abbiamo compreso l’importanza della Corte come cittadini, che, in quanto tali, devono assolutamente conoscere il valore della carta che definisce le libertà nel nostro stato e guida il popolo a mantenerle. E per propugnare l’inviolabilità di tali libertà è necessario porre perennemente sotto revisione la Costituzione, analizzando i cambiamenti culturali e socio-economici della nazione, che inevitabilmente aumentano l’attenzione su alcune sfumature degli articoli decisi 78 anni fa dai Padri Costituenti. Ma questo compito non è limitato a soli 15 giudici, poiché, in caso di mancata maggioranza dei due terzi alla Corte dopo una seconda votazione, esso può essere delegato al popolo che, tramite il referendum confermativo, ha potere decisionale su una legge su cui si è posta la costituzionalità. Dunque per questa generazione risulta indispensabile afferrare il proprio ruolo in una società democratica indirizzata ad un astensionismo crescente, assimilando, per di più, la sacralità della Costituzione, e il Barbarigo ha fatto un primo passo verso questo obiettivo.
Articolo di Alessandro Palazzo, allievo di istituto barbarigo