…e rieccoci qua, al Barbarigo, dopo 50 anni dalla maturità. Classe III B, liceo classico. Non tutti, ma buonaparte, come avrebbe detto Napoleone… (una delle battute del nostro prof Talami). Chi venuto dal Trentino, chi dalla Lombardia, chi per il grande ritrovo persino dalla Polonia, chi in videochiamata dal Brasile. I volti cambiati sì, ma non tanto da nascondere il sorriso ben noto; la voce non è cambiata, è quella dei nostri 19 anni. Qualche chilo in omaggio all’età, va bene. Abbracci e qualche occhio lucido. Ci sta

Ciaccolando, ricordiamo e riconosciamo i valori che qui abbiamo imparato dai nostri cari prof. Molti rimasti nel cuore per la forza della loro cultura ma soprattutto dell’indimenticato messaggio umano, morale e spirituale che ci hanno lasciato e che abbiamo tenuto come modello per la vita. Qualcuno ha seguito anche la loro impronta professionale, cercando di imitarne lo stile

In particolare il prof. Federico Talami che siamo poi andati a salutare dove riposa nel cimitero di Abano, città che ha guidato come sindaco per 18 anni. Riposa nell’umiltà francescana che lo ha animato in vita. Un opuscolo fresco di stampa ne ricorda la statura morale

Siamo ritornati -dicevamo- al Barbarigo, a rivedere gli androni, i corridoi, a risalire le vecchie scale, a rivedere le aule, a risentire per un pola voce dei compagni di allora, quella dei prof. A risentire i chiassosi intervalli col panino o col krapfen tra le mani che presto si divideva coi compagni. Si fa a gara nel ricordare con memoria precisissima le battute dei professori, le più o meno felici nostre performances alla lavagna o alla cattedra, le amicizie, i molti impegni oltre quelli scolastici. Anche della nostra vita dopo la maturità, le famiglie, i figli, i nipotini. Anche dei nostri lavori. 

Ci accoglie l’attuale preside, prof.ssa Maria Pia Vallo. Volevamo rubare poco tempo ai suoi molti impegni, e lei invece ci dedica un’oretta e mezza, portandoci nei saloni nobili del Barbarigo, spiegando la nuova disposizione degli uffici. Ci accompagna al primo piano per le antiche scale -su cui allora volavamo- a rivedere le nostre aule, ci risediamo sui banchi. Nuovi i banchi, vecchia l’emozione. 

Ci spiega con dettaglio appassionato i nuovi indirizzi dell’istituto e le infinite attività con alunni, genitori, esperti di ogni campo per dare risposte sempre più adeguate alle esigenze culturali e alle nuove professionalità del nostro tempo. Con una lungimiranza ed una competenza che ci sorprende. Ci piace ascoltare il suo entusiasmo travolgente, la sua competenza e la disinvoltura con cui si confronta con le esigenze dei nostri difficili tempi. Ci scalda il cuore sentire che il Barbarigo stia risalendo la china di un temporaneo declino trascorso e stia riprendendo il ruolo guida che gli compete tra le scuole paritarie, e non solo

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Realizziamo che il nostro Barbarigo è ancora in buone mani e ci pare sappia rispondere ad una richiesta di educazione aperta, che pretende nuove intuizioni didattiche, attento alla formazione integrale della persona che include anche quella morale e spirituale, come è stato nella sua ispirazione nativa. Con affetto e gratitudine … 

Gli ex alunni della III B liceo classico, diplomati nel 1975