DDDa una parte l’incontro con il vicedirettore digitale del Mattino apre il Digitalmeet.
Dall’altra, l’istituto ha approvato il progetto Barba.AI, manifesto per l’uso consapevole dell’AI elaborato prima delle linee guida ministeriali
Come da tradizione, il “prequel” del Digitalmeet ha unito ieri formazione e informazione in un incontro che ha visto protagonisti gli studenti e le studentesse delle quinte classi dell’Istituto Barbarigo. Paolo Cagnan, vicedirettore al digitale del Mattino, ha illustrato come l’intelligenza artificiale stia trasformando la gestione delle news nelle moderne redazioni giornalistiche, aprendo una finestra su un mondo professionale in rapida evoluzione.
L’iniziativa, fortemente voluta dalla nostra preside Maria Pia Vallo, si inserisce in un percorso più ampio che vede il Barbarigo all’avanguardia nell’educazione digitale e nell’uso consapevole delle nuove tecnologie.

Barba.AI: un manifesto nato dall’esperienza didattica
Ma l’aspetto forse più significativo dell’impegno dell’istituto sul fronte dell’intelligenza artificiale è rappresentato dal progetto Barba.AI, un manifesto completo per l’uso consapevole dell’AI a scuola che anticipa le stesse linee guida ministeriali. Il documento, parte integrante del Piano Triennale dell’Offerta Formativa, è stato elaborato dalla Commissione AI della scuola, coordinata dal professor Giacomo Trovato e composta dai docenti Marco Barbato, Alice Coltro, Michela Conselvan, Annachiara Libralon, Andrea Pavanato, Manuela Riondato e Valter Zabeo.
“Di fronte all’assenza di linee guida nazionali specifiche e aggiornate, abbiamo sentito la necessità di dotarci di un quadro di riferimento interno”, spiega il documento. Otto principi fondamentali guidano l’approccio dell’istituto: dall’alfabetizzazione digitale alla competenza nell’uso guidato dell’AI, dalla verifica delle fonti alla consapevolezza etica e legale, fino alla tutela della creatività e della libertà di scelta.
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Nessun pilota automatico: l’AI come strumento, non come sostituto
Il manifesto si distingue per un approccio equilibrato, lontano tanto dall’entusiasmo acritico quanto dalla tecno-fobia. “Nessun pilota automatico” è uno dei principi chiave: l’intelligenza artificiale viene concepita come strumento di supporto alla didattica, mai come sostituto del pensiero critico. Particolare attenzione viene dedicata all’insegnamento del prompt engineering, del fact-checking e della trasparenza nell’uso degli strumenti AI.
Innovativa anche la struttura organizzativa: una Commissione AI permanente, che include rappresentanti di docenti, genitori e studenti, si occupa del monitoraggio dell’applicazione del manifesto e della valutazione di nuovi strumenti. Il documento prevede inoltre una revisione annuale, per adattarsi all’evoluzione tecnologica e alle nuove normative.

Un modello per il futuro
L’esperienza del Barbarigo dimostra come le scuole possano farsi promotrici di innovazione responsabile, anticipando i tempi e costruendo dal basso modelli di governance tecnologica. Il progetto Barba.AI rappresenta un esempio concreto di come l’autonomia scolastica possa tradursi in risposte efficaci alle sfide educative contemporanee, coniugando rigore metodologico e apertura al cambiamento.
L’incontro di ieri con Paolo Cagnan ed il percorso tracciato dal manifesto Barba.AI confermano una visione: l’intelligenza artificiale non è il futuro da temere o abbracciare ciecamente, ma il presente da comprendere, governare e utilizzare con consapevolezza critica. Una lezione che va ben oltre i confini dell’istituto padovano.