L’editoriale del rettore – Notiziario giugno 2021

A conclusione di un anno che nessuno avrebbe immaginato così complesso e faticoso, raccolgo qualche pensiero sparso, con la speranza di attivarne altri, magari migliori di questi, in chi mi legge.

Stiamo uscendo da un periodo difficile in cui non solo abbiamo sperato in un veloce “antidoto”, una fialetta di vaccino che risolva tanti problemi, ma abbiamo toccato con mano – e in certe situazioni in maniera drammatica – quanto la vita, nostra e di persone care, sia fragile e abbia bisogno di cura, sempre. E di qualcuno che si prenda cura di noi. Non abbiamo bisogno soltanto di un vaccino, di un antidoto, nel Covid come nella vita. Abbiamo bisogno di chi si prenda cura di noi; e noi stessi abbiamo constatato quanto è prezioso imparare ad aver cura ogni giorno di chi abbiamo accanto. Il Barbarigo cerca di attualizzare verso ogni studente e studentessa la “cura” che ispira il famoso “I care” di don Milani, ma ci siamo trovati spesso alle prese con l’altra dimensione del prendersi cura, “I cure”. Quanti ragazzi in difficoltà psicologica prima che didattica, quante ragazze scoperte a piangere, sole, per qualche difficoltà o incomprensione; e il ricorso a specialisti per comprendere, ridare fiducia, riprendere autostima…

Abbiamo sperimentato la fatica – per restare dentro alle suggestioni portate dalle riscoperte canzoni di Battiato – di ripetere alle persone “Ti salverò da ogni malinconia. Perché sei un essere speciale, e io avrò cura di te”. Certamente le espressioni concrete di questa cura (incontri con genitori e specialisti, piani didattici personalizzati, colloqui ad personam…) sono state molte, ma a volte si coglie una predisposizione all’uniformità, a invocare una “giustizia” che appiattisce le persone e non riconosce la specialità, l’unicità di ciascuno. “Perché lui ha i compiti più facili dei miei? Perché lei usa le mappe concettuali e io no?” sono domande che ancora tornano tra i ragazzi e talvolta senza la mediazione equilibratrice dei genitori. Invece la ricchezza di una scuola, di una comunità sta nel mettere insieme le differenze e armonizzarle per obiettivi comuni, per imparare collaborando. Per crescere come uomini e donne; e magari anche come cristiani, scoprendo quel Qualcuno che sempre, e con larghezza di cuore, si prende cura di noi.

In questi ultimi anni la nostra scuola è stata un cantiere di lavori e di idee, di innovazioni e realizzazioni, diventando ancora più bella e pronta a rispondere alle emergenze (anche della pandemia) ma soprattutto offrendo opportunità nuove per situazioni impensate. Non può mancare il grazie a tutti quelli – docenti in testa – che hanno condiviso i desideri di miglioramento e lo sforzo progettuale, l’impegno e la pazienza quotidiani, la condivisione del cammino. Partiamo per le vacanze 2021 con mille speranze, immagino, forse con aspettative di attività e avventure simili al coro delle sirene di Ulisse. Ma chissà cosa potremo effettivamente realizzare… A tutti auguro giorni di salute piena e serenità profonda, di tanti “recuperi” negli incontri e negli abbracci mancati (e anche nelle materie non imparate né approfondite!), di crescita insomma attraverso le esperienze diverse che le vacanze favoriscono. Auguro un’estate piena di vita, di gioia e amore, di persone ritrovate e bellezza gustata e appagante. A settembre ci rivedremo, vaccinati (tanti, se non tutti) ma non necessariamente migliori: per questo ci vuole la volontà di crescere, l’impegno di lavorarsi interiormente, la disponibilità a costruire insieme. Mettiamo già in agenda – nel cuore, prima ancora – tutto questo, per un anno scolastico che auspichiamo senza complicazioni, “nuovo” nelle (ri)scoperte da condividere. Alcune idee ci sono già, speranze anche di più, i progetti non mancheranno.

Per un Barbarigo sempre più accogliente e sorridente.

don Cesare Contarini

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