Ricordi ed emozioni dalla missione

Una raccolta di lettere scritte dal Kenya da un giovane prete padovano durante gli anni di missione a Nyahururu: questo è L'infinito bambino. Vangeli dall'Africa, appena uscito per le edizioni del Messaggero. L’autore è don Gabriele Pipinato, padovano classe 1965, missionario fidei donum dal 1994 al 2013 e attualmente economo diocesano.

Oltre che ex allievo del Barbarigo, dove nel 1984 ha conseguito il diploma in ragioneria. Un’esperienza fondamentale quella africana, che tra le altre cose gli ha permesso di vivere dagli inizi le esperienze del Saint Martin Catholic Social Apostolate, attiva nel sostegno a migliaia di persone vulnerabili come bambini svantaggiati, vittime di abusi e persone con disabili tà, affette da Hiv/Aids o dipendenti da alcol e droghe. Nel 2005 Saint Martin ha dato vita a Thalità-Kum, una casa per bambini orfani sieropositivi e qualche anno dopo, nel 2008, ha avviato le comunità dell’Arca per persone con disabilità mentale.

«Per vent’anni ho scritto ad amici e conoscenti in Italia, parlando di me e delle esperienze che ho incrociato – racconta oggi don Gabriele –. Rileggere quelle lettere è stato un tuffo molto emozionante nel mare dei ricordi e delle emozioni. Da un particolare magari ricordi tutta la storia che c’è dietro». In Africa cose le è mancato? «Tante cose, anche se non così fondamentali». E oggi è l’Africa a mancarle? «Sì, è normale. Anche se un missionario deve sapersi incarnare nella realtà in cui
vive, lo sguardo sempre rivolto al futuro. Certo forse qui è più impegnativo, bisogna e ssere più santi. In Africa la vita è più difficile, a volte drammatica, ma anche più semplice, immediata, basilare».


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