Iscrizione in presenza

Nella tradizione della scuola cattolica l’iscrizione di un alunno è più di un atto formale, amministrativo, burocratico, giuridico; e non può essere “esaurito” in un’impersonale operazione digitale on line, per quanto suggerita dalla normativa vigente. E’ lincontro tra famiglia e scuola, un momento di conoscenza reciproca da cui far scaturire una reciproca stima e fiducia, un reciproco impegno educativo; è l’inizio di un dialogo tra persone che dovrebbe poi proseguire per tutto il tempo della permanenza dell’alunno nella scuola (ma anche dopo, eventualmente, attraverso le associazioni dei genitori e degli ex-alunni).

Al momento dell’iscrizione si presenta il volto della scuola, cioè la sua identità, la sua storia, la sua visione dell’educazione, la sua organizzazione, le attività extracurricolari, magari anche la struttura edilizia. L’accoglienza dell’alunno serve per anche stemperare ansie rispetto a un ambiente nuovo e per far intuire quante persone sono a servizio di un progetto educativo. Può essere l’occasione per una breve verifica dell’anno precedente (tanto più se ci s’iscrive a classi successive alla prima), richiamando difficoltà e successi, suggerendo indicazioni per fare meglio, puntualizzando eventuali incomprensioni o pregiudizi, incoraggiando ad affrontare le difficoltà che si prospettano, aprendo nuove linee di fiducia e di apprezzamento.

L’atto dell’iscrizione inoltre sancisce il patto tra la scuola e la famiglia, uno scambio di impegni, di collaborazione e di corresponsabilizzazione. Il processo educativo si fonda su un incontro fattivo tra famiglia e scuola, dove nessuno dei due soggetti può demandare all’altro il compito esclusivo dell’educazione.

Iscrivere uno studente on line indubbiamente evoca novità, modernità. Le tecnologie digitali, da anni al Barbarigo, si dimostrano molto utili per ottenere informazioni, certificazioni, pagelle, per conoscere in tempo reale i compiti assegnati, i risultati delle interrogazioni, il calendario delle attività scolastiche, per accertarsi che ogni ragazzo sia davvero arrivato a scuola… ma l’educazione non può ignorare il rapporto personale diretto. Tanto più di fronte a situazioni difficili che, forse, non si sarebbero verificate se gli adulti avessero dedicato maggiore attenzione e vicinanza diretta ai propri bambini e giovani. 


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